Storia

Biblioteca: interno agli inizi del 1900La Biblioteca è stata istituita, grazie al  Regio Decreto 14 luglio 1889 n. 6431, con la fusione dei libri e dei manoscritti di musica conservati nella Biblioteca Palatina con quelli dell'Archivio del Conservatorio. I fondi costitutivi sono pertanto l'Archivio dei duchi di Borbone e l'Archivio di Maria Luigia d'Austria (provenienti dalla Palatina), l'Archivio dell'antica Scuola di musica - che poi divenne Conservatorio di Stato - e  parte del Fondo Sanvitale che il conte Stefano aveva già donato alla scuola.
L'istituzione della Sezione Musicale della Biblioteca Palatina, strettamente collegata alla nascita del Conservatorio, è anch'essa frutto dell'intensa e costante attività che Giovanni Mariotti, Commissario Regio per il riordinamento della Scuola di musica, svolse a favore degli studi musicali. Fu l'atto conclusivo del suo lungo lavoro che portò alla trasformazione della Scuola di musica in Conservatorio di Stato e il coronamento di una importante riforma che risollevò in maniera sostanziale le sorti dell'istituto musicale parmense.
Già prima dell'atto di fondazione della Biblioteca, l'articolo 69 dello Statuto del Conservatorio del 1888 istituiva nei suoi locali una biblioteca musicale destinata a riunire i libri e i manoscritti di musica conservati nella Biblioteca Palatina e quelli dell'Archivio del Conservatorio.
A Mariotti non era sfuggita l'importanza di dotare il nuovo istituto di un supporto bibliografico adeguato alla sua importanza, una biblioteca dotata degli strumenti di ricerca e di studio necessari alla formazione dei futuri musicisti, una biblioteca di più ampio respiro, specializzata e più ricca dell'archivio della vecchia Scuola di musica. Alla nuova istituzione fu dato l'assetto giuridico di biblioteca pubblica, perché fosse non solo di sussidio alla scuola, ma anche al servizio di tutti.
Il primo bibliotecario fu Michele Carlo Caputo (1838-1928), librettista, scrittore, storico e critico musicale, appartenente, come stabiliva l'articolo 3 del Decreto istitutivo della Biblioteca, al ruolo delle biblioteche governative. Tuttavia dopo il 1901, con l'art. 65 dello Statuto del Conservatorio, ignorando la legge precedente, si affidò la direzione della biblioteca a bibliotecari professori di storia della musica. L'ambiguità legislativa e la mancanza di continuità di una guida biblioteconomica influirono negativamente sulla vita della Biblioteca e sul suo sviluppo.
Un periodo felice per la storia dell'istituto fu quello della direzione di Guido Gasperini (1865-1942), musicologo, insegnante e compositore, il quale lasciò un'impronta anche nella vita musicale parmense. Oltre a fondare e dirigere una Schola Cantorum che portò alla luce antiche pagine di musica, Gasperini, vero pioniere della moderna musicologia italiana, a Parma concepì e attuò la costituzione dell'Associazione dei musicologi italiani con lo scopo di  portare alla luce e far conoscere al mondo degli studiosi gli innumerevoli tesori dell'arte musicale italiana conservati nelle biblioteche pubbliche e private. Uno dei primi volumi pubblicati dall'Associazione fu il Catalogo generale delle opere musicali, teoriche o pratiche, manoscritte o stampate esistenti nelle biblioteche e negli archivi di Parma (Parma, Fresching, 1911), per tanti anni l'unico strumento che ha reso possibile la conoscenza dei fondi della Sezione Musicale in tutto il mondo.
Negli anni il patrimonio della Biblioteca fu incrementato da acquisti, donazioni, lasciti. Significativi gli acquisti nel 1899 presso la libreria Romagnoli e Dall'Acqua di 15 volumi manoscritti contenenti 463 sonate di Domenico Scarlatti che, assieme ai 15 volumi conservati a Venezia nella Biblioteca Marciana, costituiscono la principale fonte dell'opera clavicembalistica del maestro napoletano e, nel 1925, presso l'antiquario fiorentino Gozzini, di una raccolta di madrigali e canzonette, stampate nei secoli XVI e XVII, nella quale figurano alcune rarissime edizioni. Lasciti e doni di direttori del Conservatorio, quali Giovanni Bottesini, Giusto Dacci, Giovanni Tebaldini, Luigi Ferrari Trecate e insegnanti, come Cleofonte Campanini, Giulio Cesare Ferrarini, Giovanni Bolzoni, Giovanni Rossi, Rosalinda Sacconi e Emilio Usiglio, hanno arricchito il patrimonio della Biblioteca, che documenta pertanto non solo la vita musicale del ducato, ma anche quella del secondo Ottocento e del primo Novecento.
Il lascito di Ildebrando Pizzetti (che comprende lo studio romano del maestro con tutta la sua musica, manoscritta e a stampa, i carteggi, i documenti, le fotografie, le suppellettili e il suo pianoforte) e i doni ministeriali dell'Epistolario di Arrigo Boito e del manoscritto autografo di una sinfonia giovanile di Giuseppe Verdi sono le acquisizioni più significative della seconda metà del Novecento. L'arricchimento continuo dei fondi, assieme a una migliore distribuzione dei servizi e a una maggiore stabilità istituzionale e economica, rendono oggi la Sezione Musicale una tra le biblioteche maggiormente specializzate e funzionali, attribuendole un importante ruolo non solo nella vita culturale di una città musicale come Parma, ma anche in ambito internazionale.