Tra Roma e Parma

Biblioteca Palatina Sala Maria Luigia

Mercoledì 12 maggio 2010 - seminario

 

                                                                         Tra Roma e Parma:

Edoardo Alvisi bibliotecario della Nuova Italia

Mercoledì 12 maggio  2010 alle ore 17.00 terzo appuntamento del ciclo di seminari dal titolo Chi era costui? Bibliotecari e bibliofili a Parma tra XIX e XX secolo

Mercoledì 12 maggio 2010 alle ore 17.00 presso il Salone Maria Luigia della Biblioteca Palatina si terrà il terzo appuntamento  del ciclo di seminari dal titolo tra Roma e Parma: Edoardo Alvisi bibliotecario della Nuova Italia che sarà tenuto da Valentino Romani.

Bibliotecario della Palatina nell'ultima e conclusiva fase della sua carriera (1893-1915), l'Alvisi arriva a Parma con il bagaglio di una mobilità professionale che nel corso degli anni lo ha portato ad emarginare cospicui e significativi interessi di storia regionale e di filologia italiana. Si concludeva infatti  a Parma la lunga attività di Bibliotecario che lo aveva visto impegnato nel riordinamento della Biblioteca nazionale Centrale di Roma nel 1880 e successivamente come vicedirettore della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (1882-1883), della nazionale di Napoli (1883-1884), come direttore poi della Biblioteca Governativa di Cremona (1884-1886) e infine della Biblioteca Casanatense di Roma dal 1886.

Di origini bolognesi, era nato  a Castel San Pietro nel 1850, si dedicò a studi storico-letterari e fu amico del carducci, del Pascoli, del Chiarini e del Panzacchi.Uomo di vasta e solida cultura, fondò nel 1877 insieme ad Altobelli e Mattioli il periodico letterario Pagine sparse e  pubblicò alcune opere fra le quali si ricordamo Cesare Borgia, duca di Romagna: notizie e documenti del 1878, Lettere familiari del Macchiavelli del 1883, oltre a testidi argomento francescano. Importante fu il suo contributo al catalogo dei manoscritti italiani delle Biblioteche Nazionali di Firenze di cui compilò quasi tutto il primo volume.  

Ripercorrere la biografia dell'Alvisi, aiuta a comprendere il forte impulso logistico e istituzionale che la sua direzione ha dato alla Palatina, trasformando una biblioteca ducale e 'di rappresentanza'  in polo di aggregazione organica e di elaborazione critica della cultura cittadina.

Al termine del seminario il pubblico potrà ammirare alcuni preziosi documenti che saranno esposti nelle bacheche.