Disegni e stampe

 

La Biblioteca Palatina conserva un patrimonio straordinariamente ricco di materiali grafici, principalmente riuniti in tre fondi.

Raccolta OrtalliFoglio della raccolta Ortalli, incisioni d’apres Parmigianino
Durante la lunghissima direzione della Biblioteca Palatina di Angelo Pezzana, dal 1804 al 1862, si registra la prima e più sostanziosa acquisizione di documenti grafici per la Biblioteca. È del 23 aprile 1828 la sovrana risoluzione che ratifica il passaggio alla Biblioteca Ducale della collezione di stampe di Massimiliano Ortalli. Acquistata nel 1827 dall'allora direttore dell'Accademia delle Belle Arti Paolo Toschi per 45.000 lire nuove, la Raccolta  fu da questi ceduta l'anno successivo, alle stesse condizioni e d'accordo Massimiliano Ortalli, a Maria Luigia, duchessa di Parma, che non la lasciò in Accademia, ma la depositò in Biblioteca. La sovrana, destinandola alla pubblica utilità, fece prevalere l'idea che essa dovesse servire al maggior numero possibile di cittadini, e non esclusivamente agli artisti, come sarebbe avvenuto se fosse rimasta corredo della sola Accademia. Con l'acquisizione dell'importante fondo di stampe nell'istituto parmense si costituì una raccolta pubblica di grafica; essa godette del costante interessamento delle autorità di governo, che ne richiesero e sollecitarono la catalogazione.
L'eccezionale ricchezza della raccolta e i suoi criteri di classificazione e ordinamento ne fanno uno straordinario strumento di studio. Un grande valore didattico, quindi, unito a un pregio antiquario ed estetico, che risiede nel corpus, eccellente nel numero, non nella qualità della singola prova. In una raccolta di stampe di maestri d'ogni scuola, quale è la Ortalliana, non si può e non si deve sottolineare la presenza di singoli fogli, di intagli di incisori famosi, che pure sono presenti numerosi. Dai primi nielli ad Antonio Pollaiolo, da Dürer a Luca di Leida e Marcantonio Raimondi, da Parmigianino a Salvator Rosa, Jacques Callot, Rembrandt e Tiepolo, sui supporti dei grandi volumi in folio, i documenti sono posti a confronto - stati diversi, copie, varianti - gli uni accanto agli altri, celebri intagli di invenzione insieme a una copiosa mole di traduzioni.  Raccolto dalla passione collezionistica di Ortalli, guidata da desiderio di sistematicità e curiosità filologica, il corpus grafico conserva intatta la sua valenza di documentazione della storia della pittura e dell'evoluzione dell'arte incisoria.

Fondo Parmense
La raccolta Balestra, acquistata nel 1838, costituirà, invece, con i suoi 1067 pezzi, il nucleo iniziale del Fondo Parmense, integrato poi con vari acquisti successivi, e tutt'ora aperto. Lo scopo perseguito da Angelo Pezzana è quello chiarissimo di integrazione della raccolta Ortalli, evidentemente considerata la principale, con incisioni mancanti o con duplicati meglio conservati e meno ritagliati.

Fondo Palatino
Nel 1865, quando viene acquisita la biblioteca dei Borbone a Lucca, entra il Fondo Palatino, costituito di 379 incisioni e 330 litografie.

Si ricordano, infine, il Fondo Micheli Mariotti, la Raccolta di ritratti e, da ultimo, la donazione Mossini, 36 incisioni donate alla biblioteca dall'artista parmigiano Ettore Mossini nel 1997.